mercoledì 9 gennaio 2013
Dis-ergonomie quotidiane...
Premo il tasto "arresta il sistema"; dopo pochi secondi sullo schemo campeggia la scritta "Non spegnere o scollegare il computer. Installazione aggiornamento 1 di 10....".
Dopo circa tre minuti sullo schermo resta ancora il frustrante messaggio aggiornato: "Non spegnere o scollegare il computer. Installazione aggiornamento 4 di 10....".
La rabbia e la frustrazione crescono, provo la netta sensazione di essere al servizio della macchina e non viceversa.
Un paio di fondamentali regole di usabilità ed ergonomia cognitiva sono violate:
- Dare all'utente il controllo del dialogo
- Massima velocità di risposta
Erberto Sandon, Usability Engineer - Metrics, StudioSandon
lunedì 26 novembre 2012
Ergonomia cognitiva e sicurezza sul lavoro
Quotidiano Sicurezza (il giornale online dell'ANFOS, Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavoro) ha intervistato la Dottoressa Paola Cenni, vice presidente della SIE, Società Italiana di Ergonomia.
Intervista alla Dott.ssa Paola Cenni
da: StudioSandon
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Ergo Cogito
lunedì 19 novembre 2012
Manuali d'uso..."usabili"!
Ma la ricchezza di comandi e la complessità di taluni artefatti tecnologici rende spesso non evitabile la necessità di corredare il prodotto di un manuale d'uso che ne illustri tutte le funzionalità e dia all'utente indicazioni chiare, precise ed esaustive su come utilizzare il prodotto stesso.
Ma ahimé, troppo spesso ci capita di imbatterci in manuali d'uso assolutamente "inusabili", quindi quasi del tutto inutili o comunque inadeguati al loro scopo. Spesso le cosiddette "spiegazioni" e "illustrazioni" su come usare il prodotto risultano non dico poco chiare ma addirittura "decifrabili" solo dopo che si è appreso ad usare (per altra via!) il prodotto stesso.
Nei panni dell'utente
Per redarre un manuale d'uso efficace è indispensabile adottare un approccio "user centered", cioe scrivere per l'utente condividendone il punto di vista.
Se chi scrive il manuale del prodotto fa parte del gruppo di lavoro che lo ha realizzato e lo conosce da tempo fino nei suoi meccanismi interni non riuscirà molto probabilmente ad indossare davvero i panni dell'utente. Ciò semplicemente perché tenderà a considerare "ovvie" cose che non lo sono, ad usare termini tecnici o a spiegare le cose dal un punto di vista "interno al prodotto", anziché focalizzare i bisogni dell'utente che il prodotto dovrebbe soddisfare.
Linguaggio
Il linguaggio tecnicistico e gergale tipico di molti manali d'uso costituisce un primo "difetto" da evitare. Solo nei manuali d'uso si parla di "ghiere", "risguardi" e cose simili. Nelle famigerate spiegazioni tutto diventa "apposito" (l'apposita levetta, l'apposito connettore, l'apposito comando, ....) ma paradossalmente questo modo di spiegare non risulta appropriato, acconcio (dall'etimologia del vocabolo "apposito").
in un esilarante racconto del 1964
Il problema del linguaggio e della chiarezza sintattica è poi
esasperato nel caso di versioni multilingua del manuale d'uso con
traduzioni "maldestre" dell'originale. Ecco alcuni esempi esilaranti:
Motion detect (rilevazione di movimento): Moziona di scoperta
Silicon (silicio): Silicone:
Immagini e riferimenti
Un aspetto
disergonomico in taluni manuali d'uso, specie in quelle multilingua, è
che spesso esiste una sola immagine del prodotto con l'individuazione
dei comandi a mezzo di numeri o di lettere. La spiegazione testuale
distante molte pagine fa riferimento ( spostare la levetta "8", premere
il bottone "r3", ...) a quella unica immagine che non si riesce ad avere
disponibile mentre si legge, costringendo l'utente a risfogliare il
manuale all'indietro alla ricerca dell'immagine. Ciò potrebbe essere
evitato con una illustrazione ripetuta, ovvero riprodotta su un foglio
staccabile od ancora una su una pagina ripiegata che si possa aprire e
tenere aperta mentre si consulta il manuale.
Progettare per l'utente: User Centered Design
L'approccio centrato sull'utente (UCD) è decisamente la strada maestra da seguire nella progettazione e nella realizzazione non solo dei prodotti in sé, ma anche dei manali d'uso che li accompagnano.
Erberto Sandon
Ergonomo Europeo Certificato
lunedì 20 febbraio 2012
Comunicare l'Ergonomia
La SIE sezione Emilia Romagna ha promosso ed organizzato con il patrocinio di Confindustria Ravenna, ENEA Bologna e l’Associazione Medici d’Azienda e Competenti, una tavola rotonda sul tema dell’ERGONOMIA, che si è svolta il 16 FEBBRAIO 2012 dalle ore 16:00 presso ENEA Bologna
Via Martiri di Monte Sole 4.
La tavola rotonda è finalizzata a favorire un approfondimento e un confronto tra Ergonomi, Medici del Lavoro, Dirigenti e Imprenditori sull’importanza dell’Ergonomia come metodo di miglioramento della vita quotidiana dell’uomo nel mondo del lavoro. L'Ing. Sandon è intervenuto alla tavola rotonda ed ha affrontato il tema della comunicazione della cultura ergonomica nel mondo del lavoro, sottolineando l'importanza della ergonomia ed in particolare della ergonomia cognitiva nel campo della prevenzione e della sicurezza.
giovedì 16 dicembre 2010
Alfabetizzazione in ergonomia
Eppure si tratta di una cultura trasversale che può apportare benefici significativi e misurabili in quasi tutti i campi della attività umana. Emerge in modo chiaro la necessità di promuovere e sostenere una sorta di "alfabetizzazione" sul tema della Ergonomia.
L'ergonomia è un sapere ed una cultura che si presta elettivamente ad essere trasmessa e comunicata con l'utilizzo di forme innovative e non tradizionali. In particolare sfruttando tutte quelle metodologie emergenti che sfruttano la stimolazione emozionale per rinforzare e catalizzare la la comunicazione e l'apprendimento. Accanto quindi ai supporti classici (documentazione scritta, depliant, opuscoli, brochure) potranno essere utilizzati strumenti più vivaci ed attraenti quali:
- produzioni multimediali
- grafica creativa
- videoclip di formatori/comunicatori
- presentazioni ed eventi in-sito di durata variabile presso strutture sia educative che aziendali (con l'utilizzo di attori-formatori - oramai noti col neologismo "form-attori"). questa è una forma di comunicazione/formazione straordinariamente efficace che sfrutta voce-corpo ed emozione e che trova ampia applicazione in contesti molto diversi: dalla scuola dell'infanzia alla formazione manageriale in azienda (vedi esperienze di Teatro di Impresa).
L'utilizzo di forme di comunicazione adeguate può aiutare a sottolineare l'importanza che l'ergonomia ed in particolare l'ergonomia cognitiva rivestono nel campo della prevenzione dei rischi e della sicurezza sul lavoro.
La rivista HS+E, periodico trimestrale indirizzato alle tematiche della Sicurezza, dell’Igiene Industriale, della Protezione dell’Ambiente e dell’Energia, ha pubblicato un articolo sul tema. Scaricalo qui.
Erberto Sandon, membro delle SIE-Emilia Romagna
annuncio: Corso di Ergonomia Cognitiva
Comunicare l'Ergonomia
lunedì 8 novembre 2010
Incredibile...ma vero!
Scomode, poco effiicenti, disattendono la stragrande maggioranza dei principi di buona progettazione ergonomica.
Innanzitutto, ci sono due ascensori affiancati.... e due bottoni. Nessuna indicazione di dove siano gli ascensori, in particolare se siano oppure no al piano. Solo un bordo rosso per indicare se l'ascensore è in movimento oppure no.
Quindi quando ci sia avvicina, ad esempio dall'atrio al piano terra, si prova a premere uno dei due bottoni, la luce diventa rossa e .. si aspetta. Se l'ascensore in questione è all'ultimo piano, si può aspettare diversi secondi. Nel frattempo si prova a premere l'altro bottone casomai fosse al piano....e spesso è così!
Il risultato: si fanno muovere due ascensori anzichè uno, o comunque si chiama un ascensore che magari è all'ultimo piano mentre l'altro era al primo!. Si premono anche due bottoni anzichè uno solo!
Ma ora viene il bello: quando la luce è accesa e l'ascensore e in movimento (per arrivare o per salire ad un piano?mah!) se premiamo il bottone non succede nulla, non viene presa la prenotazione e non resta che aspettare che si spenga la luce rossa, tenendo sempre lo sguardo concentrato sul bottone per poter premere in fretta quando la luce si spegne e non essere preceduti da qualcuno in attesa ad un altro piano e con la mano più lesta. Certo la cosa è più difficile quando entrambi le luci sono rosse , cioè quando entrambi gli ascensori sono impegnati: dobbiamo tenere d'occhio entrambe le luci e...veder quale si spegne per prima! Se poi ci sono più persone ad attendere, allora la situazione può diventare a seconda dei casi imbarazzante, fastidiosa, ...o addirittura comica!
Quando poi l'ascensore arriva...ecco che entrrati ci accorgiamo che la bottoniera all'interno è tutt'altro che intuitiva!
Ci sono due file di bottoni disposti orizzontalmente , sulla prima fila, nell'ordine:
-1 , 0 , 1 , 2
e, nella seconda fila:
3 , 4, <|> , allarme
Nessun rispetto per la "mappatura naturale" (siamo su un ascensore che si muove verticalmente!) e neppure un semplice raggruppamento per tipologia di comando (scelta del piano di destinazione e azioni incidentali di apertura porte o segnalazione di emergenza).
Certo i progettisti hanno risparmiato qualche soldino non avendo consultato uno specialista di ergonomia ma...quanto pagano in più i clienti in termini di energia consumata (è facile stimare che gli ascensori si muovono il doppio del necessario, e quindi raddoppia l'energia consumata e riescono più frequenti anche possibili guasti), e gli utenti per il fastidio che provano ed il tempo che perdono (spesso insieme alla pazienza)!
Erberto Sandon www.metrics.it - www.studiosandon.eu
giovedì 4 novembre 2010
Semplificazione del linguaggio
La comunicazione "ergonomica" è semplice e chiara.
Vi proponiamo una breve parodia sul tema della semplificazione del linguaggio, la gergalità tecnicistica e la difficoltà dei tecnici e dei burocrati a spiegare le cose in modo semplice (cioè ergonomico).
https://m.youtube.com/watch?v=YbqibY2Wn-wComunicare l'Ergonomia
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