martedì 31 gennaio 2023

Intelligenza Artificiale: ChatGPT, traduttori automatici e macchine che ridono

Il nuovo algoritmo ChatGPT rende quanto mai vivo ed attuale il tema della Intelligenza Artificiale che dopo la traduzione automatica pone nuove sfide nella discussione sui limiti cui può arrivare la capacità degli algoritmi e dei sempre più potenti sistemi di calcolo.


Un divertentissimo racconto a fumetti Disney (ormai introvabile) scritto tanti anni fa dai formidabili Fratelli Abramo e Giampaolo Barosso e pubblicato solo su Almanacco Topolino n.111 del marzo 1966 (disegni di Luciano Capitanio) sdrammatizza in modo ironico e divertente le nostre paure di vedere sempre più ridotta la distanza tra capacità intellettiva umana e potenza elaborativa della macchine.
Riporto qui una breve descrizione commentata di Marco Barlotto, tratta dal libro "Abramo e Giampaolo Barosso - Tra logaritmi e fiordalisi" edito da www.papersera.net."

Mi riferisco alla storia "Zio Paperone e la ramazza Magica", che si apre con uno scienziato intento ad esaltare un "modernissimo traduttore istantaneo multilingue, capace di intelligibilizzare qualsivoglia scritto, manoscritto, geroglifico, eccetera, eccetera". Lo scienziato chiede ai presenti di proporre una frase da tradurre in antico assiro; un astante propone "Lo spirito è forte, ma la carne è debole", ed ecco che in pochi istanti la macchina produce una scritta in caratteri cuneiformi. "Ma qui non si capisce niente!" è l'ovvio commento del pubblico. "Per forza!" replica lo scienziato. "Ma basta ritradurre dall'assiro e capirete!". Sottoposta la scritta cuneiforme al traduttore, ecco la "ritraduzione": "L'alcool è forte, ma la bistecca è tenera!"


(c) - Disney


I più recenti algoritmi sembrano superare il famoso test di Turing, ma la nuova sfida è un altra: saranno mai capaci di ridere?

Erberto Sandon,  Ergonomo Europeo Certificato - StudioSandon - SIE, Società italiana di Ergonomia, sezione Emilia Romagna

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giovedì 19 gennaio 2023

AMBIENTE LAVORO 2022: WORKSHOP “INTERFACCE, SICUREZZA E BENESSERE”

Novembre 2022:Si è svolto a Bologna (Quartiere Fieristico) nell’ambito del Salone AMBIENTE LAVORO 2022 il workshop “Interfacce, Sicurezza e Benessere: l’importanza dell’ergonomia per una buona progettazione”.




E' disponibile un video della presentazione dell'Ing. Erberto Sandon sul tema "Interfacce e Sicurezza": guarda il video

Approfondisci sul sito di SIE Emilia-Romagna:

https://sieemiliaromagna.wordpress.com/2022/11/23/ambiente-lavoro-2022-worksop-interfacce-sicurezza-e-benessere/





mercoledì 17 giugno 2020

Obbedienza cieca, pronta, assoluta?

Come l'ufficiale sovietico Stanislav Petrov fermò la Terza guerra mondiale




L'ergonomia pone l'uomo al centro e ne esalta  le caratteristiche, conformando tutto il resto alle sue peculiarità. Tra queste caratteristiche squisitamente "umane", a livello cognitivo spicca la capacità di visione sintetica di configurazioni complesse, coadiuvata da una risorsa preziosa che chiamiamo “intuito”. Ci sono casi in cui l’intervento umano si è rivelato fondamentale per prevenire errori potenzialmente catastrofici.

Nella notte del 26 novembre 1983, il mondo fu vicino come mai prima di allora alla catastrofe nucleare, e solo la professionalità del luogotenente Stanislav Petrov salvò la vita di gran parte della popolazione mondiale.

Just Doing His Job': Son Recalls Life Of Soviet Colonel Heralded ...

Leggi l'articolo su RIT (Russian in translation):
  Come l’ufficiale sovietico Stanislav Petrov fermò la Terza guerra mondiale
 
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lunedì 1 giugno 2020

Disegno brutto...per ergonomi

In collaborazione con SIE Piemonte, Alessandro Bonaccorsi ideatore del progetto "Disegno Brutto" ha tenuto un interessante corso a distanza sul tema "Disegnare in Ufficio" - Edizione speciale per Ergonomi.







Il "disegno brutto" si è rivelato un formidabile strumento di comunicazione.

Erberto Sandon, Ergonomo Europeo Certificato, https://studiosandon.wordpress.com
 
 
 
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lunedì 3 febbraio 2020

Scusi dov'è l'entrata?


“L’ergonomia è la disciplina scientifica che si occupa dell’interazione tra l’individuo e gli altri elementi di un sistema. Con l’espressione "ergonomia cognitiva" viene posto l’accento sugli aspetti cognitivi di questa interazione, vale a dire il modo in cui l’utente di una tecnologia percepisce, presta attenzione, decide e programma le sue azioni al fine di raggiungere un obiettivo. Naturalmente, la progettazione di artefatti non può prescindere dall’analisi di questi . Le conoscenze sviluppate nell’ambito dell’ergonomia cognitiva consentono, difatti, di sviluppare sistemi usabili, in grado di ridurre la probabilità di commettere errori. “ (Francesco di Nocera, Ergonomia Cognitiva, Carocci Editore)
L’ergonomia cognitiva riguarda in generale la componente mentale nella interazione tra uomo e artefatti. Dimensioni basilari della ergonomia cognitiva come la coerenza, l’affordance e il mapping natuale riguardano non solo dispositivi per l’elaborazione dell’informazione ma tutti gli artefatti che implicano in qualche modo il coinvolgimento mentale nell’interazione. Fanno parte dell’ergonomia cognitiva anche tematiche come il wayfinding e la cartellonistica (soprattutto quella legata alla sicurezza ed alle emergenze negli ambienti di lavoro)

Si veda anche: https://www.interaction-design.org/.../cognitive-ergonomics

Vedere in un piazzale una scritta “uscita” non per indicare eventualmente l’uscita dal piazzale stesso ma per etichettare il punto di uscita (che è tale solo per chi sta dentro) del prospiciente edificio mi è comunque sembrato uno spunto (alquanto divertente) per invocare più attenzione all’ergonomia, una vera Cenerentola tra le scienze.



Erberto Sandon, Ergonomo della Comunicazione, Certificato Eur.Erg.

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venerdì 22 novembre 2019

Incontro con Donald A.Norman


Ho avuto il grande piacere di incontrare il Professor Donald Norman a Modena, in occasione di un worhshop sulla Interazione Uomo-Macchina presso il Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari" della Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE). Il worshop che si è svolto nella sala eventi Tecnopolo è stata l'occasione per UNIMORE per introdurre le attività del laboratorio di interazione U/M  della Università e la collaborazione con imprese private in  programmi di ricerca avanzati.


Per un ergonomo cognitivo con il pallino della usabilità la presenza e l'incontro con Donald Norman è stata una esperienza davvero emozionante.
Il professor Norman ha preso la parola dopo una serie di interventi di altri relatori sulle tematiche della interazione uomo/macchina nella Industria 4.0



Donald Norman ha subito attirato l'attenzione dei presenti con un 'coup de theatre' facendo deliberatamente cadere taccuino e giornale per testare la reazione degli ascoltatori, e per parlare di alcune caratteristiche peculiari dell'uomo, come empatia e curiosità. Con garbo, ironia e arguzia il Professore ha saputo introdurre i temi a lui più cari, partendo dalla semplicità come chiave di una interazione "usabile".

Senza usare presentazioni multimediali, slide o altri supporti convenzionali ha parlato in profondità del tema della interazione tra due entità così lontane nella loro essenza, l'uomo con le sue ineguagliabili caratteristiche (come la curiosità e la adattabilità) e la macchina, rigida e spesso mal progettata. Anche nella interazione con oggetti semplici come un termostato dotato di scala di temperatura ci possono essere problemi nel modello concettuale che l'utente ha del suo funzionamento ("se fa molto freddo metto la manopola sul massimo nella convinzione che la stanza si scaldi più in fretta").

"In casa mia il robot più sofisticato è la lavastoviglie" ha risposto Norman ad chi gli chiedeva un parere sulla forma antropomorfa degli automi.
 
 Nel suo bellissimo saggio "The Psychology of Everyday Things" Donald Norman ha trattato con grande chiarezza i problemi generati dagli oggetti tecnologici "mal progettati". L'immagine di copertina mostra una caffettiera con il becco dalla stessa parte del manico, che sembra fatta apposta per fare del male a chi la usa. Il suo libro più celebre è stato infatti tradotto in Italia con il titolo "La caffettiera del masochista". Curiosamente, il tema dei guai causati da oggetti tecnologici inutilmernte complicati e mal progettati era in qualche modo presente in un fumetto apparso in Italia sulla rivista per ragazzi "Topolino" con il titolo "Paperino e il bricco briccone" in cui il personaggio Disney è alle prese con una...caffettiera"! (come ho descritto in un post di questo blog)


Il libro di Norman è ancora un ineguagliabile e insostituibile fonte di consapevolezza e di ispirazione per chiunque si interessi di usabilità e di interazione tra uomo e tecnologia.

Grazie Professor Norman!




Erberto Sandon, Usability & UX engineer, Eur. Erg.


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mercoledì 6 novembre 2019

Donald Norman a Modena per un workshop sulla Interazione Uomo-Macchina



Donald Norman, ingegnere e psicologo, padre del design centrato sulla persona e dell'usabilità, partecipa a Modena ad un workshop organizzato dalla Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia sul tema della interazione tra uomo e macchina.
Un occasione starordinaria per chiunque sia interessato ai temi della psicologia cognitiva applicata all'interazione tra uomo ed tecnologia, per gli ergonomi, per i progettisti di interfacce e  i designer.
Il workshop è presso  il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di UNIMORE, Sala Tecnopolo.

Autore di numerosi saggi di grande successo, tra cui spicca "The Psychology  of Everyday Things", tradotto in Italia con il titolo "La caffettiera del masochista", Donard Norman è stato citato tra i piu influenti designer al mondo.

Vedi altri dettagli qui.

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