lunedì 17 marzo 2025

Chiaro, no?




Bisogna rileggerlo almeno una volta per decifrare il messaggio.
Si parla di "chiusura dell'impianto" e poi della "ripresa del servizio pubblico". 
Sarà deluso chi si aspetta che dopo la chiusura dell'impianto, ci sia la riapertura dello stesso impianto. Nossignori. Si "chiude l'impianto" e successivamente si "riprende il servizio pubblico".
Il capolavoro è nella traduzione in inglese dove si passa dalla "closure of the lift" alla "resumption (!) of the public transport service". 

Non è certo un modo di parlare semplice e chiaro.
Ma soprattutto, consideriamo il messaggio che si vuole dare a chi legge. Le piste non vengono chiuse fisicamente (con una barriera o altro) quando l’impianto è chiuso. Allora cosa voleva comunicare chi ha scritto questo? Che non si deve accedere alle piste quando l’impianto è chiuso? E allora, perché non ha scritto esattamente questo?

All'utente poi interessa sapere in positivo quando può accedere alle piste.

Non è più semplice e più chiaro dire che "le piste sono agibili solo con l'impianto aperto"?

Per approfondire, leggi l'articolo "Il terrore semantico e l'antilingua"





Ergonomia della Comunicazione




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lunedì 17 febbraio 2025

L’algoritmo all’uomo: “Dimostrami che non sei un robot”

Siamo al paradosso. Nel 1950 il matematico inglese Alan Turing propose un test per determinare se una macchina poteva essere scambiata per un essere umano in base alla sua capacità di rispondere a domande. L’uomo, interrogando un interlocutore, cercava di capire se era un essere umano o una macchina.

Ora sono le macchine (algoritmi) che ci chiedono di dimostrare che siamo umani. E se non superiamo il test di Turing alla rovescia la macchina non ci fa accedere a servizi, dati, informazioni e non ci rende disponibili risorse e funzionalità.

Il guaio è che questi test di Turing rovesciati ( detti CAPTCHA) possono essere difficili da superare da veri umani che (pur se intelligenti) abbiano difficoltà visive o manuali (i test spesso consistono nell’identificare oggetti in una immagine o di ruotare parti dell’immagine sino ad allineare l’insieme).


E peraltro sono inutili se si considera che un algoritmo di IA è perfettamente in grado di risolverli in una frazione di secondo.


Forse abbiamo sbagliato qualcosa.



Erberto Sandon
Ergonomo Europeo Certificato




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giovedì 13 febbraio 2025

Usabilità dei manuali di istruzione

Disavventure ergonomiche nella consultazione di manuali d'uso

Ho acquistato mesi fa una nuova autovettura. Devo rabboccare il liquido lavavetri posto in una vaschetta nel vano motore. Come devo fare per aprire il cofano della macchina e accedere al vano motore?

Apro il manuale di istruzioni, un poderoso libro di circa 800 (ottocento!) pagine. Cerco alla voce motore. Ecco: pagina 2-14. Non c’è nessuna informazione di come accedere al vano motore. Solo una tabella in cui spiccano dati come l’alesaggio: 75,6 cm (x 89 cm di corsa). Forse dovevo cercare alla voce vano motore. Ecco, due riferimenti: 2-12 e 9-4.

Vado a pag. 2-12. Ci sono quattro foto di diversi vani motore che dipendono dai modelli (indicati non come nome comune noto al consumatore ma indicati per esempio come D1.6(48V) MHEV. Ecco che alla fine scorgo in basso un rimanda a “serbatoio liquido lavavetri”. Il rimando è a pag. 9-22. Ci vado subito. Ci sono interessanti informazioni (tra cui mi colpisce l’avvertimento “non bere il fluido lavacristalli ...è dannoso per l’uomo e gli animali”. Ma non mi viene spiegato come accedere alla vaschetta presente nel vano motore, aprendo il cofano.

(….omissis…)

Dopo essermi intrattenuto col “manuale di istruzioni” per l’uso della autovettura per un tempo sufficientemente lungo da farmi quanto meno innervosire ecco che riesco a scoprire dove era da ricercare la voce richiesta: è una sottovoce alla voce “Dotazioni esterne”.

Sissignori, il cofano è una dotazione! Ma io mi chiedo, in quale universo parallelo ci si esprime così? Per quale contorto meccanismo mentale il cofano di una macchina (o il portellone) è una “dotazione”?

Per curiosità, riporto la voce “dotazione” del dizionario Treccani:

dotazione dotazióne s. f. [der. di dotare]. – 1. non com. Assegnazione, costituzione della dote: la d. della figlia. 2. Rendita fissa assegnata a un istituto: la d. dell’ospedale, dell’orfanotrofio; [...] norma di contratto, di regolamento, ecc. Con analogo sign. il termine è usato anche in aeronautica. c. Fondo di dotazione, il complesso dei beni costituenti il patrimonio originario di una fondazione o di una sezione autonoma di un istituto bancario

Mi sento meno stupido, e quanto meno perdonabile, per non aver cercato subito come aprire il cofano motore alla voce “dotazioni”.



Per approfondire:

https://ergonomia-comunicazione.blogspot.com/2012/11/manuali-dusousabili.html



Erberto Sandon
Ergonomo Europeo Certificato




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giovedì 28 novembre 2024

Ergonomia Cognitiva per il Territorio e i Cammini

 Dalle strade di Roma Antica ai navigatori satellitari


La fruizione umana di un territorio antropizzato e il muoversi delle persone nei percorsi esterni ed interni può e deve ricevere un significativo miglioramento grazie al contributo della ergonomia cognitiva, la parte di ergonomia che si occupa degli aspetti mentali e di comunicazione nella interazione tra uomo e artefatti, siano essi oggetti, ambienti o organizzazioni.

Vogliamo qui introdurre il contributo che gli specialisti in ergonomia cognitiva possono dare in fase di progettazione e di realizzazione per offrire un viaggio più sicuro, gratificante e comodo per i viaggiatori in cammino, sia su sentieri escursionistici che su strutture artificiali e confinate (Piste ciclabili, strade, ferrovie, stazioni, aeroporti, …).

Le origini del moderno “wayfinding” che vedremo tra poco sono forse da ricercarsi nelle mappe del territorio le cui origini sono assai remote . Nella antichità fu proprio l’Impero Romano più di ogni altro capace di organizzare una imponente struttura viaria e di creare strumenti e metodologie per facilitare gli spostamenti sul territorio rendendoli sicuri, agevoli e veloci.

Il wayfinding è una parte dell’ergonomia cognitiva che ci aiuta a non perderci, a “trovare la strada” in modo facile ed efficiente e a muoverci con senso di sicurezza nei territori, sui sentieri e negli ambienti confinati. Non è solo segnaletica e cartellonistica ma considera tutte le possibilità di fornire aiuto e informazioni utili al viaggiatore e a chi si muove in ambienti artificiali e confinati, le metodologie utilizzate includono la progettazione centrata sull’utente e si basano su concetti dell’ergonomia cognitiva (coerenza, affordance, mappatura naturale)



Leggi il testo completo su Researchgate:

https://www.researchgate.net/publication/388452782_Ergonomia_Cognitiva_per_il_Territorio_e_i_Cammini 


Erberto Sandon
Ergonomo Europeo Certificato

https://www.linkedin.com/in/erbertosandon/ 



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mercoledì 17 aprile 2024

Semantica in acustica: ergonomia cognitiva e rumore in ufficio

Il disturbo da rumore negli uffici è stato il tema di un interessante webinar organizzato dalla Associazione Italiana di Acustica in collaborazione con SIE, La Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani.

Per SIE erano presenti il Presidente Francesco Draicchio ed Erberto Sandon.

"L’acustica e gli effetti del rumore sul benessere e sulla salute dell’uomo e del lavoratore rivestono un ruolo di grande importanza per l’ergonomia. Il rumore generato dalle conversazioni, e in generale il rumore antropico, è una delle principali cause di disturbo dei lavoratori negli uffici condivisi e negli uffici open space. Sintomi come mal di testa, difficoltà di concentrazione, affaticamento, ridotta produttività e perdita di motivazione sono fattori negativi correlati a tali ambienti. Il comfort acustico è influenzato dalle caratteristiche architettoniche dell’ufficio, che devono rispondere a un complesso compromesso tra comunicazione verbale comprensibile e sufficiente riservatezza vocale, ma anche dal comportamento vocale degli utenti stessi."

Parlando del problema del rumore negli uffici, ed in particolare negli uffici a pianta aperta, possiamo affermare che una particolare fonte di distrazione è legata alla comprensione di ciò che viene detto dalle altre persone che occupano lo stesso spazio ma con le quali non dobbiamo interagire. Gli ergonomi acustici parlano in questo caso di disturbo da “intelligibilità del parlato”.

La distrazione indotta dal percepire le parole pronunciate da altre persone è sicuramente una fonte di disturbo negli uffici moderni, dove la componente “antropica” del rumore complessivo è preponderante rispetto al rumore delle attrezzature, in genere abbastanza silenziose. Oltre al disturbo da distrazione, è da considerare il carico mentale collegato alla costante attività di filtraggio che il cervello umano deve compiere per estrarre da tutto ciò che viene raccolto dall’organo uditivo solo le informazioni ritenute utili e che devono essere trasmesse alla parte cosciente della nostra mente. Quando questo carico mentale è eccessivo, possono subentrare condizioni di stress e addirittura alterazioni di alcuni parametri fisiologici.

Per me che mi occupo di ergonomia cognitiva, ha detto Erberto Sandon, ovvero della componente mentale nel rapporto tra uomo e oggetti negli ambienti di vita e di lavoro- una crescente attenzione dovrebbe essere posta a quello che io chiamo “contenuto semantico” del segnale sonoro che le nostre orecchie percepiscono. E nella semantica del segnale sonoro c’è anche il suo effetto sulle nostre emozioni.

Negli uffici il disturbo da distrazione legato alla intelligibilità del parlato non sempre può essere risolto intervenendo solo sulle caratteristiche acustiche dell’ambiente (pannelli fonoisolanti, materiali fonoassorbenti, geometria e distribuzione dei tavoli, ecc.) in quanto sussiste il rischio di un compromesso inaccettabile tra esigenze troppo distanti. Quando nell’espletamento dei suoi compiti il lavoratore alterna momenti di lavoro individuale in cui deve concentrarsi in modo autonomo ad altri nei quali invece deve collaborare e comunicare con i colleghi la soluzione deve estendersi agli aspetti organizzativi ed è necessario prevedere spazi specifici legati all’attività.

E’ questo l’approccio ‘olistico’ tipico dell’ergonomo, cioè basato su una visione globale di un sistema complesso quale è l’ambiente di lavoro. L’approccio olistico vede un sistema complesso come qualcosa che è maggiore della somma delle sue parti, e promuove la collaborazione multidisciplinare tra i vari specialisti (acustici, responsabili risorse umane, dirigenti, medici del lavoro, architetti/arredatori, ecc.).




E’ disponibile la registrazione dell’incontro sul canale Youtube della Associazione Italiana di Acustica



L'argomento è stato ripreso da "La Discussione":


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venerdì 29 settembre 2023

Ergonomia dei Cammini

Si è svolto a Cassino nell’Aula Magna dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale e in remoto su piattaforma Meet, un convegno sulla Ergonomia dei Cammini, promosso dalla Sezione Lazio della SIE, Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani.





Riportiamo un breve filmato estratto dal convegno che evidenzia il contributo dell'ergonomia per una migliore fruizione del cammino, in condizioni di benessere e sicurezza. Viene introdotto il ruolo significativo della segnaletica e il contributo dell'ergonomo cognitivo:

https://vimeo.com/869315253



Erberto Sandon, Ergonomo Europeo Certificato, membro del Gruppo di Lavoro "Ergonomia del Territorio e dei Cammini" della SIE, Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani





martedì 28 febbraio 2023

Don Norman's "Coffepot for Masochists" in a Disney comic story

I had the nice opportunity to meet Professor Donald Norman in Modena (Italy) at UNIMORE (UNIversity of MOdena and REggio Emilia) during an interesting workshop in November 2019.

I am a cognitive erogonomist and usability engineer, member of SIE (Italian Ergonomics Society).

Professor Norman is widely regarded for his expertise in the fields of design, usability and cognitive psychology. He is best known worldwide for his books on design, especiallly "the design of everyday things".

I found astonishing similarities between the cover of Don Norman's bestseller “The design of everyday things” (“Coffee Pot for Masochistsin the Italian editon) and a funny Disney Comic story published in Italy.

On the cover of  Don Norman's book there's a somehow “dangerous” coffee pot that seems designed to be harmful for its user, just like in the Disney Comic story “Paperino e il bricco briccone” (literally “Donald Duck and the tricky coffee pot” ). In the Disney story poor Donald is having trouble with a poorly designed and unnecessarily complicated “multi purpose” coffee pot.

The content and the “message” of the Disney comic story is perfectly in tune with the purpose of Don Norman's book, higlighting the consequences of poorly designed objects with no consideration of user characterics and limitations.

In the story Donald Duck is somehow frustrated reading a “user manual” which appears to be misleading and useless, full of gergal and technical terms.




As far as I know the story was never translated into English and published in the United States; it was a masterpiece of well-talented Italian Disney writers and illustrators.

I’m using this “methaphor” in explaining ergonomics to a larger audience, with the aim of raising awareness among kids and introduce them to the basic concepts of user centered design and usability .







Erberto Sandon,  Ergonomo Europeo Certificato - StudioSandon - SIE, Società italiana di Ergonomia, sezione Emilia Romagna