mercoledì 8 febbraio 2023

Ergonomia delle Interfacce

 Uno dei temi più cari all'ergonomia cognitiva è quello delle interfacce uomo-macchina. Sia nella vita di tutti i giorni che negli ambienti di lavoro siamo circondati da oggetti con i quali dobbiamo "comunicare". La comunicazione avviene attraverso una "interfaccia" costituita da bottoni, manopole, schermi, tastiere ed altro.

Le regole del dialogo sono guidate dalla interfaccia, e affinché il dialogo risulti efficiente, efficace e piacevole per l'utilizzatore è essenziale che il costruttore intervenga  già in fase di progetto affiancando ai progettisti almeno un ergonomo cognitivo. E' poi importante coinvolgere gli utilizzatori nella fase di progettazione della interfaccia, seguendo i principi ed i metodi della Progettazione Centrata sull'Utente (User Centered Design, UCD).

Una interfaccia che sia facile da comprendere e da utilizzare è definita "User Friendly", cioè amichevole.

Una interfaccia non amichevole può compromettere il successo commerciale a lungo termine di un prodotto.

Questa tematica è stata affrontata tempo fa in modo divertente, perseguendo una finalità divulgativa,  attraverso il  fumetto , in un inserto della rivista di Informatica "PC World", realizzato in collaborazione con The Walt Disney Company Italia.

Il racconto a fumetti  "Zio Paperone e l'Interfaccia ..."nemichevole" è un bell'esempio di come si possano divulgare in modo piacevole i temi cari ad una disciplina trascurata, spesso sconosciuta (l'ergonomia cognitiva) da cui dipende la qualità della vita ed il benessere in casa, nello svago e sul lavoro.


(c) - Disney



(c) -Disney



Erberto Sandon,  Ergonomo Europeo Certificato - StudioSandon - SIE, Società italiana di Ergonomia, sezione Emilia Romagna

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martedì 31 gennaio 2023

Intelligenza Artificiale: ChatGPT, traduttori automatici e macchine che non sanno ridere

Il nuovo algoritmo ChatGPT rende quanto mai vivo ed attuale il tema della Intelligenza Artificiale che dopo la traduzione automatica pone nuove sfide nella discussione sui limiti cui può arrivare la capacità degli algoritmi e dei sempre più potenti sistemi di calcolo.


Un divertentissimo racconto a fumetti Disney (ormai introvabile) scritto tanti anni fa dai formidabili fratelli Abramo e Giampaolo Barosso e pubblicato solo su Almanacco Topolino n.111 del marzo 1966 (disegni di Luciano Capitanio) sdrammatizza in modo ironico e divertente le nostre paure di vedere sempre più ridotta la distanza tra capacità intellettiva umana e potenza elaborativa della macchine.


(c) - Disney



Riporto qui una breve descrizione commentata di Marco Barlotto, tratta dal libro "Abramo e Giampaolo Barosso - Tra logaritmi e fiordalisi" edito da www.papersera.net :

Mi riferisco alla storia "Zio Paperone e la ramazza Magica", che si apre con uno scienziato intento ad esaltare un "modernissimo traduttore istantaneo multilingue, capace di intelligibilizzare qualsivoglia scritto, manoscritto, geroglifico, eccetera, eccetera". Lo scienziato chiede ai presenti di proporre una frase da tradurre in antico assiro; un astante propone "Lo spirito è forte, ma la carne è debole", ed ecco che in pochi istanti la macchina produce una scritta in caratteri cuneiformi. "Ma qui non si capisce niente!" è l'ovvio commento del pubblico. "Per forza!" replica lo scienziato. "Ma basta ritradurre dall'assiro e capirete!". Sottoposta la scritta cuneiforme al traduttore, ecco la "ritraduzione": "L'alcool è forte, ma la bistecca è tenera!"


(c) - Disney


I più recenti algoritmi sembrano superare il famoso test di Turing, ma la nuova sfida è un altra: saranno mai capaci di ridere veramente?


Una nota sugli sceneggiatori del racconto Disney: Abramo Barosso era laureato in Ingegneria, il fratello Giampaolo ha lavorato al Centro di Cibernetica e Attività Linguistiche dell'Università degli Studi di Milano.

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giovedì 19 gennaio 2023

AMBIENTE LAVORO 2022: WORKSHOP “INTERFACCE, SICUREZZA E BENESSERE”

Novembre 2022:Si è svolto a Bologna (Quartiere Fieristico) nell’ambito del Salone AMBIENTE LAVORO 2022 il workshop “Interfacce, Sicurezza e Benessere: l’importanza dell’ergonomia per una buona progettazione”.




E' disponibile un video della presentazione dell'Ing. Erberto Sandon sul tema "Interfacce e Sicurezza": guarda il video

Approfondisci sul sito di SIE Emilia-Romagna:

https://sieemiliaromagna.wordpress.com/2022/11/23/ambiente-lavoro-2022-worksop-interfacce-sicurezza-e-benessere/





mercoledì 17 giugno 2020

Obbedienza cieca, pronta, assoluta?

Come l'ufficiale sovietico Stanislav Petrov fermò la Terza guerra mondiale




L'ergonomia pone l'uomo al centro e ne esalta  le caratteristiche, conformando tutto il resto alle sue peculiarità. Tra queste caratteristiche squisitamente "umane", a livello cognitivo spicca la capacità di visione sintetica di configurazioni complesse, coadiuvata da una risorsa preziosa che chiamiamo “intuito”. Ci sono casi in cui l’intervento umano si è rivelato fondamentale per prevenire errori potenzialmente catastrofici.

Nella notte del 26 novembre 1983, il mondo fu vicino come mai prima di allora alla catastrofe nucleare, e solo la professionalità del luogotenente Stanislav Petrov salvò la vita di gran parte della popolazione mondiale.

 
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lunedì 1 giugno 2020

Disegno brutto...per ergonomi

In collaborazione con SIE Piemonte, Alessandro Bonaccorsi ideatore del progetto "Disegno Brutto" ha tenuto un interessante corso a distanza sul tema "Disegnare in Ufficio" - Edizione speciale per Ergonomi.







Il "disegno brutto" si è rivelato un formidabile strumento di comunicazione.

Erberto Sandon, Ergonomo Europeo Certificato, https://studiosandon.wordpress.com
 
 
 
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lunedì 3 febbraio 2020

Scusi dov'è l'entrata?


“L’ergonomia è la disciplina scientifica che si occupa dell’interazione tra l’individuo e gli altri elementi di un sistema. Con l’espressione "ergonomia cognitiva" viene posto l’accento sugli aspetti cognitivi di questa interazione, vale a dire il modo in cui l’utente di una tecnologia percepisce, presta attenzione, decide e programma le sue azioni al fine di raggiungere un obiettivo. Naturalmente, la progettazione di artefatti non può prescindere dall’analisi di questi . Le conoscenze sviluppate nell’ambito dell’ergonomia cognitiva consentono, difatti, di sviluppare sistemi usabili, in grado di ridurre la probabilità di commettere errori. “ (Francesco di Nocera, Ergonomia Cognitiva, Carocci Editore)
L’ergonomia cognitiva riguarda in generale la componente mentale nella interazione tra uomo e artefatti. Dimensioni basilari della ergonomia cognitiva come la coerenza, l’affordance e il mapping natuale riguardano non solo dispositivi per l’elaborazione dell’informazione ma tutti gli artefatti che implicano in qualche modo il coinvolgimento mentale nell’interazione. Fanno parte dell’ergonomia cognitiva anche tematiche come il wayfinding e la cartellonistica (soprattutto quella legata alla sicurezza ed alle emergenze negli ambienti di lavoro)

Si veda anche: https://www.interaction-design.org/.../cognitive-ergonomics

Vedere in un piazzale una scritta “uscita” non per indicare eventualmente l’uscita dal piazzale stesso ma per etichettare il punto di uscita (che è tale solo per chi sta dentro) del prospiciente edificio mi è comunque sembrato uno spunto (alquanto divertente) per invocare più attenzione all’ergonomia, una vera Cenerentola tra le scienze.



Erberto Sandon, Ergonomo della Comunicazione, Certificato Eur.Erg.

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Ergo Cogito

venerdì 22 novembre 2019

Incontro con Donald A.Norman


Ho avuto il grande piacere di incontrare il Professor Donald Norman a Modena, in occasione di un workshop sulla Interazione Uomo-Macchina presso il Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari" della Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE). Il workshop che si è svolto nel novembre 2019 nella sala eventi Tecnopolo è stata l'occasione per UNIMORE per introdurre le attività del laboratorio di interazione U/M  della Università e la collaborazione con imprese private in  programmi di ricerca avanzati.


Per un ergonomo cognitivo con il pallino della usabilità la presenza e l'incontro con Donald Norman è stata una esperienza davvero emozionante.
Il professor Norman ha preso la parola dopo una serie di interventi di altri relatori sulle tematiche della interazione uomo/macchina nella Industria 4.0



Donald Norman ha subito attirato l'attenzione dei presenti con un 'coup de theatre' facendo deliberatamente cadere taccuino e giornale per testare la reazione degli ascoltatori, e per parlare di alcune caratteristiche peculiari dell'uomo, come empatia e curiosità. Con garbo, ironia e arguzia il Professore ha saputo introdurre i temi a lui più cari, partendo dalla semplicità come chiave di una interazione "usabile".

Senza usare presentazioni multimediali, slide o altri supporti convenzionali ha parlato in profondità del tema della interazione tra due entità così lontane nella loro essenza, l'uomo con le sue ineguagliabili caratteristiche (come la curiosità e la adattabilità) e la macchina, rigida e spesso mal progettata. Anche nella interazione con oggetti semplici come un termostato dotato di scala di temperatura ci possono essere problemi nel modello concettuale che l'utente ha del suo funzionamento ("se fa molto freddo metto la manopola sul massimo nella convinzione che la stanza si scaldi più in fretta").

"In casa mia il robot più sofisticato è la lavastoviglie" ha risposto Norman ad chi gli chiedeva un parere sulla forma antropomorfa degli automi.
 
Nel suo bellissimo saggio "The Psychology of Everyday Things" Donald Norman ha trattato con grande chiarezza i problemi generati dagli oggetti tecnologici "mal progettati". L'immagine di copertina mostra una caffettiera con il becco dalla stessa parte del manico, che sembra fatta apposta per fare del male a chi la usa. Il suo libro più celebre è stato infatti tradotto in Italia con il titolo "La caffettiera del masochista". 

Il libro di Norman è ancora un ineguagliabile e insostituibile fonte di consapevolezza e di ispirazione per chiunque si interessi di usabilità e di interazione tra uomo e tecnologia.

Curiosamente, il tema dei guai causati da oggetti tecnologici inutilmente complicati e mal progettati era in qualche modo presente in un fumetto apparso in Italia sulla rivista per ragazzi "Topolino" con il titolo "Paperino e il bricco briccone" in cui il personaggio Disney è alle prese con una...caffettiera"! (come ho descritto in un post di questo blog)

Nel febbraio 2023  scrissi a Donald Norman una e-mail nella quale gli evidenziai l'insolito collegamento tra la "caffettiera del masochista" e il "bricco briccone" apparso in una storia Disney pubblicata su Topolino.
Il Professor Norman ripose dicendo che effettivamente la simpatica storia di Paperino ci ricorda la caffettiera del masochista che appare nella copertina del suo celebre libro!




(c) Disney



Grazie Professor Norman!


Erberto Sandon, Usability & UX engineer, Eur. Erg.



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